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Attrazioni a San Genesio e dintorni

San Genesio ha in serbo per voi meraviglie naturali e paesaggistiche, insieme ad artistiche strutture architettoniche e antiche usanze e tradizioni. In 10 minuti in auto e 8 minuti in funivia, gli appassionati dello shopping potranno raggiungere il centro di Bolzano e immergersi in un’atmosfera all'insegna della cultura, del folclore e dello sport. Qui vi aspettano il Mercato delle erbe, la Bo-Classic, teatro, concerti ed il Mercatino di Natale a dicembre.

Il Salto »

Paradiso per escursioni con estese praterie

Il Salto è un'altopiano sopra San Genesio a ca. 1300 - 1400 metri, con estese praterie. Il posto ideale per trovare un pò di pace e serenità.

Le leggende sullo Salto »

12 leggende raccontano di San Genesio e dintorni

Sullo Salto, partendo dall'albergo Stella Alpina verso Lavenna (sentiero E5) troverete 12 leggende, raccontando di San Genesio e dintorni. Le leggendesono state realizzate dai 132 scolari della scuola elementare di San Genesio.

La zangola
Un sarto si trovava presso un maso da una contadina che stava battendo il burro. Mentre lei batteva di buona lena, le uscivano ripetutamente queste parole dalle labbra: “Non meno di trenta, non meno di trenta.” Il sarto si meravigliò molto di ciò, ma non volle domandare niente, per non farsi vedere curioso. Quando la contadina tirò fuori il burro dalla zangola, c’erano proprio trenta libre di burro. Il sarto possedeva un pezzo di prato sufficiente per nutrire una mucca. Quando il suo lavoro presso il maso era finito, prese di nascosto la zangola e se la portò a casa. Là incominciò a battere il burro dicendo: ”Non meno di trenta.” Anche lui fu subito accontentato.
Dopo alcuni giorni, mentre nel tardo pomeriggio, lui era intento a sbattere il burro con energia, un vecchio vestito in modo strano lo salutò amichevolmente, prese un piccolo libro dalla tasca e glielo diede con queste parole: ”Scrivi il tuo nome se vuoi ricevere anche tu trenta libre di burro!” Il sarto sfogliò il libretto e vide che tra i nomi scritti c’era anche quello della contadina, alla quale lui aveva rubato la zangola. Ebbe il sospetto che ci fosse sotto qualcosa e così non firmò. Lo straniero insistette, ma il sarto si rifiutò di firmare. Lo straniero si arrabbiò, bestemmiò, pestò per terra con forza ed uscì rumorosamente dalla casa. Non poteva essere altro che un diavolo. Da quel momento erano spariti i poteri della zangola. Siccome il sarto non si era fatto convincere dal diavolo, la sua anima fu salva.


La cittá sprofondata
Sui campi di Lavena si vede un avvallamento paludoso.
Si racconta che anni fa lì c’era una grande e potentissima città.
I contadini ricchi conducevano una vita molto sacrilega e non conoscevano limiti.
Questo non poteva andare bene. Un giorno si aprí  un grande buco e la città  sprofondó con uomini e case.


Gli uccelli decidono il cantiere

Non lontano dal posto dove oggi si trova la chiesa di San Genesio si trova il maso “Thurner“. Là si vede ancora oggi su una roccia una vecchia torre.
Su questa roccia si volevano costruire originariamente la chiesa e la torre. Durante gli scavi per le fondamenta ci fu il primo ferito. Anche durante la costruzione dei muri e l’abbattimento delle travi ci furono in continuazione feriti. Dopo ogni disgrazia gli uccelli del cielo raccoglievano piccoli sassolini e bastoncini di legno spruzzati di sangue e li portavano sulla collina che si trovava sotto di loro. Finalmente gli uomini capirono che questo era un segno di Dio e che avevano scelto il posto sbagliato per la costruzione della chiesa.
Loro seguirono l’ammonimento di Dio e cominciarono a costruire là sotto la chiesa. Da quel giorno anche le disgrazie finirono.


Lo spirito ricompensato
Nei tempi antichi viveva ad Avigna presso il contadino N. uno spirito buono, che serviva il contadino con consigli ed opere.
Quando c’era da fare qualche lavoro in casa o nei campi, lo spirito durante la notte preparava gli attrezzi. Se si dovevano falciare i campi, lo spirito affilava la falce, se si doveva arare lui gli preparava l’aratro. Mentre lui lavorava si sentivano spesso rumori. A volte allestiva anche un carro. Una volta, in una fredda e tempestosa notte di ottobre, mentre lo spirito stava lavorando per preparare gli attrezzi per il giorno seguente, il contadino pensò: ”Domani viene il sarto a domicilio e io voglio far fare per lo spirito un mantello di loden.” Detto, fatto. Il contadino fece fare il mantello e lo diede allo spirito la notte seguente dicendo queste parole: ”Guarda, qua hai un caldo mantello per l’inverno.”
Lo spirito lo prese e si allontanò per i campi dicendo: ”Da qui per sempre io devo andar, stammi bene e non mi scordar.”


Il castello - Greifenstein
Da dove viene il nome del castello?
Nei tempi antichi i cavalieri tenevano nel castello un uccello predatore.
La bestia aveva le ali così grandi che coprivano un campo intero e aveva  delle unghie più dure del ferro e dell’acciaio. Con il suo becco piegava grosse stanghe di ferro come se fossero fuscelli.
Questo uccello selvaggio fu ammaestrato da un cavaliere, che viveva nel castello, per commettere rapine. Appena si vedeva nella valle un carrettiere con la sua carretta, il cavaliere lanciava l’uccello dal castello nella valle e questo afferrava con le sue unghie gigantesche cavallo e carretta e portava tutto il suo bottino su nel castello. Del carrettiere poi si perdeva ogni traccia.
Da allora quel castello fu chiamato castello Greifenstein.


La fata innamorata di Maier di Cologna
A Cologna presso Bolzano una fata si innamorò del giovane contadino Maier e diventò sua moglie. Tutti e due si amavano in modo tenero ed erano molto felici insieme. La fata era fiera di essere soprannominata la contadina Maier. Lei aveva portato la benedizione nel maso, la raccolta era stata molto ricca e il bestiame era cresciuto molto bene. Lei ebbe anche dei bambini e fu per loro una mamma molto affettuosa.
Il contadino insisteva però per conoscere il nome di sua moglie. Lei cercò di non parlare di ciò e gli disse che se avesse saputo il suo nome, lei se ne sarebbe andata via per sempre. Il contadino rise per questa superstizione.
Finalmente lei cedette all’insistenza di suo marito e disse il suo nome. Incominciò a piangere e nello stesso momento dovette ritornare per sempre nel regno delle fate. Solo alla domenica e nei giorni festivi la fata poteva ritornare presso il maso Maier. Lei lavava, pettinava e accarezzava i suoi bambini, però non era visibile a nessuno, neanche a suo marito che era lì presente e che l’amava teneramente.


Il drago del Castelo Rafenstein
Il sentiero della Val Sarentina prima passava attraverso il Tschögglberg. Una volta un corriere di Sarentino camminava sul sentiero.
Mentre lui riposava ai piedi del castello di Rafenstein, scorse una bellissima donna. Lei lo salutò gentilmente e disse: “Tu puoi fare la tua e la mia fortuna, se  torni domani a mezzanotte. Io apparirò nelle vesti di un drago. Se tu non avrai paura e mi abbraccerai tre volte io sarò salva e il castello con tutti i suoi tesori saranno tuoi.”
Questa apparizione non usciva più dalla testa del corriere. Lui bussò alla porta del Convento dei Francescani e cercò un Padre devoto per un consiglio. Il Padre gli disse di trovarsi all’ora stabilita al castello per salvare la ragazza. Per proteggersi contro i cattivi spiriti il Padre gli diede  un piccolo crocifisso benedetto. Il giorno dopo il ragazzo di Sarentino salì al castello. Pregando aspettò la mezzanotte. Appena l’orologio del campanile di Bolzano suonò le dodici, risuonò nel castello uno spaventoso frastuono. Un terribile drago apparve sputando fuoco. Il ragazzo fu assalito dalla paura, ma la vinse, prese il crocifisso in mano e abbracciò due volte la bestia. Prima del terzo abbraccio, il povero corse via e mandò un forte urlo. Nello stesso momento il drago sparì. Nelle rovine del castello risuonò un lamento e un rumore come d’oro e d’argento che cadevano in un pozzo profondo. Il ragazzo di Sarentino si era giocato la sua fortuna. Egli se ne tornò a casa profondamente afflitto e la sua vita non fu più felice.


Il pulitore di stanghe
Una sera tardi uno sconosciuto arrivò a Valas dal contadino L. e chiese un letto per la notte. Era un uomo forte dai lineamenti marcati, ben vestito e con uno sguardo scaltro. Sulle spalle aveva un grande zaino chiaro. Quel giorno le domestiche avevano fatto un grande bucato. 

Il bracciante graffiato
Una volta in estate un contadino di San Genesio mandò il suo bracciante sul Salto a falciare l’erba. Lui falciò tutto il giorno. Solo a tarda notte si incamminò sulla via di casa. Dopo un po’ arrivò ad un fienile che non aveva mai visto prima. In quel fienile c’era confusione. Risuonava musica forte.
Il ragazzo entrò. Belle donne ballavano, altre mangiavano ottimi cibi e bevevano deliziosi vini. Siccome il ragazzo era un tipo strambo, si sedette con le belle donne e mangiò e bevve con loro. Quando fu stanco di mangiare, bere e ballare, si sdraiò sul fieno e si addormentò immediatamente. Quando però, la mattina seguente si svegliò, si ritrovò in un letamaio ed era graffiato dalla testa ai piedi. Il grande e bel fienile, però, era sparito.

Il sentiero di San Martino »

Un percorso circolare di ca. 3 km ideato come percorso meditativo e realizzato con particolare attenzione ai bambini, alla natura e alla semplicità. L'obiettivo è quello di far vivere ai visitatori, e in particolar modo ai bambini, con tutti i sensi la natura e di spiegare loro qual'è il messagio che il suo Creatore ci ha mandato attraverso il Creato. 
Grazie ai vari elementi, come p. es. le impronta dei piedi, il labirinto, la pietra del padre nostro oppure il bellissimo belvedere, i bambini ma anche gli adulti possono conoscere la vita di San Marino e capire meglio anche la loro vita.

La nostra chiesa gotica »

Chiesa caratteristica in Alto Adige

Costruita intorno alla metà del 15° secolo; i patroni sono San Genesio, San Silvestro e Santa Margherita. La chiesa e il campanile sono stati restaurati.

Il municipio di San Genesio »

Vecchia canonica con campanile gotico

I merli, le feritoie e i volti scolpiti ornano il campanile gotico della scuola e canonica che si trovava là dove oggi è situato il municipio di San Genesio.

Piramidi di terra presso l'albergo Wieser »

Formazioni geologiche dell'ultima era glaciale

Sono formazioni geologiche dell'ultima era glaciale. Il terreno argilloso di colore rosso si stacca franando al di sotto dei prati e dei boschi e si formano le piramidi di terra. Lo smottamento proviene dal rio Margherita, che scorre nella Val d'Adige verso Settequercie.

Acero di montagna presso l'albergo Tomanegger »

Età di circa 300 anni

Circonferenza del tronco: 1,7 metri, 3,0 metri, 1,8 metri.
Altezza: 18 metri
Diametro della chioma: 18,5 metri

Età: circa 300 anni

L'acero di montagna è vicino all'albergo Tomanegger, che si trova a metà strada tra San Genesio e Valas. 
La chioma è molto ampia e rigogliosa. Questo albero è particolarmente bello per la sua vitalità e la colorazione autunnale.

Rovina Greifenstein »

Documentate per la prima volta nel 1159. Distrutte più volte a causa di incendi o battaglie e successivamente ricostruite. Secondo una leggenda ricevettero un secondo nome, "Sauschloss" (Castel del Porco).

Maso Kampidell (Campitello) »

Documentato per la prima volta nel 1180, fu utilizzato dal 1600 come luogo di villeggiatura dei monaci agostiniani del convento Muri Gries. Intorno alla chiesetta di Santa Maddalena sono raccolti la casa padronale di un tempo, la casa vescovile, il "Stegerhof" con i suoi fabbricati rurali e l'attuale residenza estiva dei monaci benedettini di Muri Gries.

Rovine Helfenberg »

Il sistema costruttivo e la stratificazione delle pietre di questo piccolo castello fanno presupporre che esso sia stato costruito intorno al 1180. I castellani erano con ogni probabilità i conti del Tirolo. L'ultimo riferimento scritto a Helfenberg risale al 1353.

Masi Goldegg »

A Vorderafing (Avigna di fuori), quattro poderi con resti di un antico rudere - un tempo dimora dei signori di Goldegg - responsabili della manutenzione della via per Sarentino - lo stemma dei signori di Goldegg oggi è lo stemma del comune di San Genesio.

Tschaufen »

lat. JUGUM = GIOGO anticamente "Schweighof" - durante il Medioevo casa signorile per la caccia dei signori di Maultasch - dietro la casa si trova un tumulo risalente ai tempi della migrazione dei popoli (300 - 500 d.C.). Nelle vicinanze si trovano i "Tschaufner Weiher" (laghetti Tschaufen) - un biotopo - un tempo vivaio artificiale.

Langfenn (Lavena) - Fenn »

Prati umidi; al di sopra di un vecchio sentiero con una chiesetta dedicata a S. Giacomo (protettore dei viaggiatori e dei viandanti), probabilmente luogo di culto pagano - reperti dell'età del bronzo - circa 150 anni fa luogo di mercato del bestiame e di mercerie molto frequentato.

Castel Roncolo »

Il maniero illustrato a Bolzano

Nella Bolzano dei castelli risalta come una pietra preziosa Castel Roncolo.

Dopo anni di restauro, il maniero illustrato, ha riaperto le sue porte il 19 aprile 2000. Costruito su uno spuntone porfirico all'imbocco della romantica Val Sarentino, il maniero testimonia, attraverso il prestigioso ciclo di affreschi profani voluto dall'antica famiglia di commercianti Vintler, le autentiche saghe cavalleresche medievali; grazie all'ottimo stato di conservazione ed alla cura del restauro si possono ammirare scene di caccia, giochi di corte e corteggiamento, le sottili delizie della vita cortese ed alcune importanti vicende tratte dalla letteratura dell'epoca.

Assieme al castello ha riaperto l'antica trattoria che con la sua proposta gastronomica tipica ed essenziale, offre l'opportunità di vivere un momento quasi magico nelle mura medievali del maniero e per gustare con l'adeguata tranquillità un importante spaccato della storia di Bolzano.

Per informazioni e prenotazioni:
Tel. 0471 329808
Fax 0471 324026

Museo Archeologico dell'Alto Adige »

A casa di Ötzi

La collezione esposta al pubblico del Museo Archeologico dell'Alto Adige si articola in senso cronologico e documenta l'intera storia dell'Alto Adige dal Paleolitico e Mesolitico (15.000 a.C.) fino all'epoca carolingia (verso l'800 d.C.).

L'Uomo venuto dal ghiaccio, con gli oggetti che lo accompagnano, inserito nel contesto storico, costituisce il complesso espositivo centrale. Modelli, ricostruzioni, immagini stereoscopiche, video e stazioni multimediali interattive permettono di dare uno sguardo al più remoto passato del versante meridionale della catena alpina, con ricchezza di informazioni e al tempo stesso in modo gradevole.

Via Museo, 43
I-39100 Bolzano
Tel. 0471 320100
Fax 0471 320122


> archaeologiemuseum.it

Museo Scienze Naturali Alto Adige »

Su una superficie espositiva di 1.000 m² i visitatori hanno l'opportunità di ammirare tutta la varietà del paesaggio altoatesino: dalla sua genesi geologica alla conformazione morfologica, dal reinsediamento successivo all'era glaciale fino alla sua antropizzazione.

Accanto all'esposizione permanente, il Museo organizza periodicamente mostre temporanee. Gli aggiornamenti sulle mostre sono riportati alla voce Mostre temporanee.

Un importante ambito di attività del Museo è rappresentato dalla ricerca sul territorio regionale. Al centro dell'interesse vi è innanzitutto lo studio sistematico della flora e della fauna locali nonché delle caratteristiche geologico-mineralogiche dell'Alto Adige.

Via Bottai, 1
I-39100 Bolzano
Tel. 0471 412960
Fax 0471 412979


> naturmuseum.it

Messner Mountain Museum Firmian »

Nuovo museo della montagna a Castelfirmiano

Situato al margine sud-occidentale di Bolzano, sovrastante il fiume Adige, il castello è considerato come un emblema dell'Alto Adige. Il nome originario Formigàr (dal latino formicaria) deriva da un fatto storico accaduto nel 945. Trattasi della più antica menzione pervenuta di un vero e proprio castello altoatesino. Sin dall'inizio fortilizio dei principi vescovi di Trento, fu acquistato nella seconda metà del 400 dal duca Sigismondo il Danaroso, conte di Tirolo, che lo trasformò nel più grande e prestigioso dei suoi castelli denominandolo Sigmundskron (corona di Sigismondo). 
Nel 1996 il castello è stato acquistato dalla Provincia Autonoma di Bolzano e nel 2003 il noto scalatore e scrittore Reinhold Messner è in procinto (presumibilmente entro il 2003) di realizzarvi il Museo della Montagna. Il museo è tuttora chiuso per restauro. 


> reinhold-messner.de

Alla scoperta di Bolzano »

Visite guidate storico artistico

L'Azienda di Soggiorno in collaborazione con le guide turistiche di Bolzano organizza un fitto programma di visite guidate. Il calendario per conoscere i segreti della città con i suoi terosi artistici si articola in interessanti percosi a tema, durante i quali una guida turistica accompagna gli ospiti alla scoperta di monumenti, musei e curiosità artistiche e culturali.

Piazza Walther 8
39100 Bolzano
Tel. 0471 307000


> bolzano-bozen.it
Associazione Turistica San Genesio | San Genesio - Alto Adige | Tel. +39 0471 354196 | E-Mail: info@jenesien.net | Sitemap | Privacy | Colofone